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E'esplosa la sindrome cinese. In città nascono di
continuo locali di ogni genere gestiti da rappresentanti dell'antico
popolo orientale, dai ristoranti ai negozi di abbigliamento, dai
market alle piole. I cittadini, a torto o a ragione, guardano con
sospetto questi nuovi samurai ed iniziano a giudicare eccessiva o quanto
meno sospetta questa presenza ingombrante. Ma come ci guardano loro? Che
immagine hanno di noi? E, soprattutto, come vivono? Abbiamo raccolto le
opinioni di alcuni commercianti cinesi che hanno stabilito la loro
residenza in città.
Lyn Frao, 80 anni, samurai
"Vivo in città ormai da oltre 20 anni e nel lontano 1979 ho aperto
una palestra per samurai oggi frequentatissima. Vado d'accordo con
tutti, bianchi o gialli che siano. Ma soprattutto non temo nessuno. Sono
felicemente fidanzato con una ragazza di
Pechino che si trasferita qui in città due anni fa. Cucina benissimo il
riso alla cantonese ma sa fare anche i culurgiones. Lei lavora nella
redazione di un giornale femminista a diffusione regionale "Cinesasa
a Siniscola".
Pu
O Min, 63 anni, Titolare nel negozio di pesca "Giarretto di
Macao"
"Ho trasferito la mia attività in città dalla Cina già da
diverso tempo e mi sono ormai perfettamente ambientato. Mi piacciono le
vostre tradizioni e il vostro modo di vivere, così ridanciano e
superficiale. Mi piacciono anche le vostre donne, ero stanco di
avere sempre fidanzate con gli occhi a mandorla. La mia pivella è
bianca, anche troppo. Non vuole prendere il sole quando usciamo con il
mio peschereccio, stà sempre nella stiva. Un giorno o l'altro la darò
in pasto ai mangiatutto".
Cin Ou, 58 anni, sarta
"Passo il tempo a confezionare abiti da cerimonia, la cerimonia del
te, quella dei fiori d'arancio, la cerimonia delle ordinanze, quella
della ribollita e così via. Nel tempo libero adoro giocare a sciangai,
ci passerei ore. Purtroppo il mio lui non vuole mai giocare, a lui piace
solo scrostare porte. Sapete il mio Cin Ciao è un provetto
restauratore, ha restaurato anche il mausoleo di Mao. Noi cinesi
ci incontriamo spesso per discutere dei nostri problemi, la cottura del
riso, la vendetta cinese, il tatami, il futon, il pesce crudo. Oggi ho
una casa bellissima e, anche se Cin Ciao non è d'accordo, voglio
riempirla di cineserie".
Cin Ciu Ou, 58 anni, cuoca al Ristorante "Sa mola cinesa"
"Sono il città da pochi mesi, ho seguito mia sorella gemella Cin,
e lavoro nel localino di famiglia. Mia
sorella mi confeziona delle strempate di abitini come questo che io
sfoggio al ristorante, penso di essere molto ammirata dai clienti. La
gente di qui è gentile e carina. Quando esco dalla cucina del locale mi
accorgo che mi mangiano con gli occhi. La mia specialità è la
ribollita, mia sorella ne va pazza, per non parlare di quel diavolo del
suo fidanzato che non se ne sazia mai. Spero anch'io un giorno di
trovare pivello, di qualsiasi colore. Anche una mia cugina si è
fidanzata".
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