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2° Trofeo Dentex Trophy

  
  

 

   


Il Campo di gara

E’ già trascorso un anno e siamo di nuovo in attesa delle famose “secche di gennaio”. 
Gli organizzatori del “Dentex Trophy”, spinti dal successo della prima edizione e dalla comune passione per la pesca naturalmente, si sono riuniti anche quest’anno per organizzare il secondo trofeo “Dentex Trophy”. Hanno fatto di più, hanno dato vita alla prima associazione sportiva del sud Sardegna dedicata alla traina,  il Capitana Fishing Team.
L’obiettivo di quest’anno è quello di sempre, riunire pescatori e appassionati della traina per trascorrere tutti insieme una piacevole giornata in mare e, a fine serata, per gustare, intorno ad una tavola, i pesci del Gofo degli Angeli.
a competizione avrà luogo il 18 gennaio, con possibilità di differimento al sabato successivo in caso di condizioni meteo avverse.
Il campo di gara è stato accuratamente delimitato, si svolgerà tutto entro le sei miglia dalla costa, da capo Sant’Elia a capo Boi, con libertà assoluta per quanto riguarda le esche.
A questa seconda edizione del Dentex Trophy hanno già aderito vari equipaggi da tutta la Sardegna e ci auguriamo che gli equipaggi locali si presentino numerosi all’appuntamento.
I moduli per le iscrizioni sono disponibili presso il negozio di pesca Fischman’s 
Paradise di Nicola Cocco in via Molo Sant’Agostino n.11 Cagliari.
Le iscrizioni si chiuderanno il sabato precedente alla gara.
Il presidente del Capitana Fishing Team, Giorgio Fradelloni, che per l’occasione 
svolgerà le funzioni di Direttore di gara, sarà lieto di dare tutte le informazioni in 
merito alla competizione – 337.818721

   

Il Campo di gara
Da anni noi trainisti studiamo con attenzione il Golfo di Cagliari, scandagliamo con 
meticolosità le secche e le varie pietre sparse un pò ovunque, luoghi di caccia dei 
nostri principali avversari, i dentici. Quest’anno sono state effettuate pescate da 
record, dentici da oltre 11 kg., paraghi da 10 kg., e tante ricciole di taglia. Ma come 
ogni buon pescatore ben sa, non si pesca mai a caso. Un dentice di 8-10 kg. non 
rimane ferrato da solo, non attacca ogni esca che si trascina vicino al fondo del 
mare, non si fa ingannare da inesperti e sprovveduti pescatori della domenica, a 
meno che, naturalmente, la “fortuna” non abbia altro da fare che guardare la barca 
e la canna del pescatore “inesperto”. I dentici e i paraghi, così come le ricciole 
adulte, sono animali da caccia, programmati per sopravvivere. Per arrivare dove 
sono arrivati hanno dovuto affrontare infinite battaglie per la sopravvivenza. Hanno 
affinato l’istinto, hanno capito che le seppie e i muggini spesso “pungono”, e non si 
lasciano ingannare più tanto facilmente. Serve tanta passione e altrettanta 
pazienza, molta manualità per l’innesco e soprattutto bisogna conoscere molto 
bene la zona di pesca.
La passione, la pazienza e la manualità formano il bagaglio personale di ogni 
pescatore, la zona di pesca cambia ogni volta, questa è la nostra e la vogliamo 
condividere con tutti coloro che si iscriveranno al secondo Dentex Trophy: 

I Graniti (39 09.420/009 17.080 – 39 08.170/009 15.557)
Le secche più note della zona sono di certo “I Graniti”. Queste secche, idealmente, 
partono da circa 3 miglia dal porto di Marina di Capitana in direzione SSW (195°), 
lungo l'isobata dei 40 metri. E’ fatta a forma di grande panettone, si estende per 
circa un miglio e mezzo in direzione NE-SW (Le coordinate sopra riportate 
indicano, approssimativamente, il punto di partenza e quello finale della secca) Ha 
l’apice a 39 metri e scende, nella caduta esterna, fino a 55-60 metri. Proprio nelle 
cadute esterne si nascondono i predatori in attesa delle loro prede, ed è proprio lì 
che si dovrà concentrare la nostra azione di pesca. 

La Tacca di mira (39 10.600/009 19.550)
A circa un miglio dall’inizio dei Graniti, in direzione NE, quasi sotto il promontorio 
di Cala Regina, ad una profondità di 42 metri, si trovano altre piccole pietre 
chiamate, per via degli allineamenti a terra che le individuano “La Tacca di mira”. 
Qui la zona utile per l’azione di pesca è molto limitata: si tratta di circa quattro o 
cinque pietre poste a “L” in direzione NS-W, in un raggio più piccolo di mezzo 
miglio. Sarà facile individuarle allineando le antenne di Serpeddì con un 
inconfondibile monte a cono. In questa zona non ci sono molti ripari per i 
predatori, per cui gli attacchi sono sempre veloci e improvvisi. Se al primo 
passaggio non si registra attività sarà bene non soffermarsi a lungo, al più si potrà 
tentare un ultimo passaggio a fine serata.

Nella stessa area di pesca, un pò più a W, alcuni relitti della seconda guerra 
mondiale rappresentano immancabili punti di richiamo per tanti predatori e 
naturalmente per tutti i pescatori.
Il Romagna (39 09.933/009 15.907) e l’LT (39 08.846/009 14.317)
Questi relitti sono sempre stati ricchi di pesci, ma è necessario fare molta 
attenzione alle lamiere arruginite sempre pronte a tagliare di netto ogni lenza che 
passi vicino. L’azione di pesca dovrà concentrarsi non sopra, ma sui bordi del 
relitto, e non appena si vede il muovere il cimino della canna, segno inequivocabile 
dell’attacco di un predatore alla nostra esca, si deve ferrare con energia e portare il 
pesce immediatamente lontano dalla lamiere affilate. 
Anche la prua del Romagna, adagiata sul fondo del mare a circa mezzo miglio di 
distanza dal resto del relitto in direzione ENE (prua per 62°), costituisce un oasi 
ricca di vita. 

Spostandoci verso est, lungo la costa che lentamente porta verso il magnifico 
scenario Villasimius e della sua area marina protetta, un’importante zona di pesca, 
da non sottovalutare affatto per via della sua vicinanza alla costa, è
la secca di Bacu Mandara (39 09.500/009 22.888)
Molto conosciuta dai trainisti locali per le grandi ricciole, la secca di Bacu Mandara, 
si erge di fronte all’omonimo promontorio. Da una profondità minima di 19-20 
metri scende veloce in direzione sud fino a 40 metri e oltre. 

La secca di Torre delle stelle (39 08.257/009 24.196)
Proprio sotto il promontorio, famosissima da sempre, la secca ancora oggi regala 
dentici, paraghi e ricciole da record. Non a caso la ricciola che ha allietato i palati 
degli ospiti del Open Traina di novembre è stata pescata proprio qui. Ha il cappello 
a 12 mt. e scende a sud, abbastanza ripidamente, verso i 40 mt., e proprio la 
caduta esterna è quella che ha fatto registrare il maggior numero di strike.

Nelle vicinanze della secca, rispettivamente a 0,20 e 0,59 miglia, sono adagiati su 
un fianco, a profondità comprese tra i 50 e i 69 metri di fondo, due relitti affondati 
nello stesso giorno dal famigerato Safari, il sommergibile tedesco, che nel 1943, 
durante la seconda guerra mondiale, li silurò in una sola mattinata e li fece 
affondare insieme al Romagna, il Loredan (39 08.333/009 23.480) 
e l’ Isonzo (39 08.130/009 23.835)

Entrambi sono segnalati da pedagni posti li dai diving per le immersioni, sono dei 
veri e propri paradisi sommersi, riserva esclusiva di caccia di grandi predatori, per 
cui attenzione ai pedagni e anche qui alle lamiere sommerse.

Gennaio 2003


 

 

 

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