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Quello che segue è il resoconto del
viaggio
in Grecia
effettuato nel luglio del 2005. È la prima volta che scrivo
qualcosa del genere quindi gli amici mi perdoneranno gli errori e le
imprecisioni, comunque è scritto solo per conservare il ricordo di una
bella vacanza…………..
Partecipanti:
Giovanni,
Roberta e Clara (la mia Honda Transalp ha un nome, perché tengo a lei
come se fosse una persona e non un oggetto…)
1° giorno 16/07 Casa-Igoumenitsa
Domenica ore 06:00 circa si parte alla volta di Brindisi dove alle 11 è
prevista la partenza alla volta di Igoumenitsa. La moto è in ordine,
anche se non ho avuto la possibilità di controllare gli interventi di
manutenzione effettuati prima di partire, il contachilometri segna 33750
Km, il tempo è bello e Roberta ancora non rompe. Alle 08:30 arriviamo al
porto di Brindisi; definirlo squallido non rende l’idea: c’è un
cancello, un ampio spiazzo asfaltato, alcuni orribili prefabbricati
adibiti a uffici di Polizia, sportelli di Agenzie o addirittura
spacciati per Bar.
Oltre a questo sembra di essere capitati in quei quartieri pieni di
Bazar delle città Arabe, ci sono Turchi (dall’aspetto per niente
rassicurante) provenienti da tutta Europa che aspettano la nostra stessa
nave… gli italiani sono pochi e noi gli unici in moto, quasi quasi
torniamo indietro…..
Giunti sulla nave e partiti (con un’ora di ritardo) il fenomeno turco si
intensifica, stendono enormi coperte su tutti i ponti e dopo aver
mangiato abbondantemente si distendono per dormire….
Le navi Agoudimos non sono male e soprattutto sembrano dei missili
rispetto a quelle della Tirrenia che vanno da Napoli a Cagliari…..
Arriviamo a Corfù con un’ora di ritardo e se prima gli italiani erano
pochi adesso siamo rimasti soli!
Arriviamo a Igoumenitsa dopo circa un’ora. L’idea iniziale era di andare
a Ioannina, che dista circa 80 Km, e ripartire la mattina seguente, ma
alcune vibrazioni che sento allo sterzo della moto ed il fatto che
appena partiti sbagliamo strada (sarà una costante per tutto il
viaggio…) ci convincono a fare sosta per la notte a Igoumenitsa………
Veliero nel porto di Corfù
2°giorno 18/07 Igoumenitsa-Kalambaka
L’albergo in cui abbiamo dormito era tutto sommato adatto alle nostre
esigenze, cioè semplice e non caro. Andiamo a fare colazione nel bar di
fronte all’albergo dove chiediamo, un po’ in inglese, un po’ in
italiano, e soprattutto a gesti, se sanno indicarci un meccanico per la
moto e dopo molte peripezie il barista, molto gentilmente, ci accompagna
da un meccanico che dopo aver girato con la mia moto per quasi 30
minuti, conclude che non c’è niente che non va.
Andiamo in albergo, prepariamo i bagagli e partiamo alla volta di
Kalambaka verso la 10:30.
La moto continua ad avere i problemi di prima, cioè delle vibrazioni
allo sterzo, mi riprometto di farla ricontrollare successivamente.
Comunque la decisione di partire di giorno è stata saggia in quanto la
strada che porta a Kalambaka è un susseguirsi di sali e scendi dalle
montagne e, a parte alcuni brevi tratti di una autostrada, che non so se
sarà finita entro il prossimo secolo, molto trafficata da camion turchi.
I punti in cui tentare un sorpasso con la moto non sono molti, con una
macchina probabilmente sarebbero uno ogni 50 Km, ma per fortuna i
camionisti greci hanno la buona abitudine di lasciare strada spesso e
volentieri.
Il panorama lungo il trasferimento è molto bello, vediamo di passaggio
il lago di Ioannina e ci fermiamo per il pranzo a Metsovo una località
montana, turistica e molto carina, forse un pò troppo sfruttata.
Famiglia di orsi a Metsovo, madre, padre e orsetto
Nel pomeriggio arriviamo, dopo circa 220 Km, a Kalambaka. Decidiamo di
fermarci nella prima Domatia che troviamo, ha il bagno in camera e
l’aria condizionata, ed inoltre si trova a fianco di un meccanico a cui
faccio vedere la moto e che, dopo aver percorso meno di venti metri,
parcheggia e mi dice che più tardi me la rimetterà a posto. Facciamo un
giro in moto per guardarci intorno, le altre domatie sembrano molto più
carine della nostra, ma tutto sommato non ha molta importanza…
Le Meteore sono bellissime, mi chiedo come gli uomini molti secoli fa
siano riusciti a costruire opere di ingegneria così complicate! La sera
andiamo a cena in una Taberna che si chiama KOKA ROKA, trovata sulla
nostra impareggiabile guida LONELY PLANET. La taberna è carina, si
mangia all’aperto sotto un pergolato, il ragazzo che serve ai tavoli,
che poi è il titolare, è simpatico e parla sia italiano che inglese, la
cena è buona (per Roberta un po’ meno visto che è tutto a base di carne)
ed il vino resterà il migliore di tutto il viaggio. Per cenare spendiamo
circa 20 euro.
Moni Varlaam
Panorama
3° giorno 19/07 Meteore
Verso le 8:30 ci avviamo a visitare le Meteore, i panorami lasciano
senza fiato, all’interno ci sono dei monaci piuttosto severi e
soprattutto delle monache che al confronto Cerbero era un cucciolo
innocente! A parte questo, all’interno la cosa più interessante che
abbiamo visto erano dei restauratori all’opera. Per il resto non c’è
molto da vedere e soprattutto è superfluo visitare l’interno di tutte
(sono 6 quelle accessibili). Noi abbiamo visitato Moni Varlaam, Moni
Agias Triados e Moni Roussanou.
Nel pomeriggio siamo andati in piscina a rilassarci, la sera abbiamo
cenato a Kastraki in una taverna di nome BATOLOJANNI, meno
caratteristica, con una maggiore scelta, comunque buona ma nel complesso
era meglio ieri sera. Spesa circa 20 euro.
P.S. le meteore hanno giorni di chiusura e orari molto rigidi quindi
conviene controllare, noi purtroppo ci siamo persi il Moni Megalou
Meteorou (il più grande). Inoltre hanno regole molto severe, le donne
con i pantaloni non possono entrare per esempio, comunque all’ ingresso
sono fornite dei fac-simile di gonne gratuitamente.
Vestizione all’ingresso delle Meteore
Moni Roussanou
4° giorno 20/07/05 Kalambaka-Delfi
Forse sarebbe stato meglio partire ieri e guadagnare un giorno… ma ormai
è fatta.
La prima parte del viaggio è molto noiosa, si attraversa una grande
pianura dove non c’è nemmeno una curva e si rischia di addormentarsi
alla guida, poi, poco prima di Lamia, cominciano i sali-scendi ed il
panorama diventa carino. All’uscita di Lamia abbiamo imboccato per
errore una strada di montagna molto mal ridotta, frequentata solo da un
gregge di capre e pecore, dal pastore e dai suoi cani che ci hanno
inseguito; fortunatamente i cani erano poco atletici vista la grossa
mole e dopo un po’ hanno desistito! Dopo alcuni Km abbiamo ripreso la
strada giusta e prima di mezzogiorno siamo arrivati a Delfi. Alloggiamo
all’Hotel Sibilla, piccolo, in centro, economico ed inoltre la nostra
camera ha una bella vista sul golfo di Corinto. A Delfi il caldo è
asfissiante, il canto delle cicale è assordante e, come un po’ da tutte
le parti, Italia compresa, i commercianti tendono ad approfittare dei
turisti… Il giro dell’Acropoli è molto bello (in particolare lo stadio),
il Museo un po’ deludente. La cosa bella è che, al contrario
dell’Italia, nei musei greci è possibile fare le foto, anche se senza
flash.
La sera cena da Vachos, più un ristorante che una taverna; abbiamo
mangiato benissimo ed il conto, di circa 28 euro, è sicuramente a buon
mercato rispetto alla qualità. P.S. Consiglio in particolare le foglie
di vite ripiene di riso e l’agnello in salsa di limone.
Anfiteatro di Delfi
Il bellissimo stadio, la foto, comunque, non rende l’idea
5° giorno 21/07 DELFI-ATENE
La mattina verso le sette partiamo alla volta di ATENE e, appena
partiti, tanto per cambiare, sbagliamo strada, ma è un errore di pochi
Km, per fortuna! Il viaggio è tranquillo e veloce, verso le nove siamo
ad Atene. La città appare subito molto caotica, la tangenziale non è
molto diversa da quelle delle maggiori città italiane, cioè con molte
macchine in colonna e con molte moto che sbucano dappertutto. Dopo
qualche peripezia giungiamo in centro e dopo vari tentativi troviamo
posto in un albergo senza bagno in camera che ci costa 55 euro a notte
(il più costoso e il più brutto di tutta la vacanza!). La fortuna è che
siamo al centro dei quartieri di Plaka e Sintagma e quindi possiamo
andare a visitare la città senza bisogno di prendere altri mezzi.
L’Acropoli è molto bella, anche se probabilmente meno grandiosa di
quello che ci si aspetta. Tra l’altro, per accedervi abbiamo dovuto fare
4 file: una per il biglietto, una per l’accesso dove ci hanno detto che
dovevamo lasciare fuori lo zaino, una per lasciare lo zaino ed un’altra,
di nuovo per l’accesso; se aggiungete che quando fa caldo Roberta rompe
particolarmente, potete capire il mio stato d’animo. Da qui si vede
praticamente tutta la città, che appare come un immenso agglomerato di
case costruite senza nessuna logica e nessun ordine, e senza una
architettura predominante, insomma, diciamo la verità, appare piuttosto
brutta. Pranziamo al McDonald che, visto il caldo, ha nell’aria
condizionata la sua attrattiva maggiore. Passiamo il pomeriggio a girare
i quartieri turistici posti ai piedi dell’Acropoli, che sono molto
affollati, ma anche molto vivi e piuttosto carini. Poi assistiamo al
cambio della guardia al palazzo del parlamento (commiserando quei
poverini vestiti da imbecilli sotto un sole cocente) e la sera ceniamo
in un posto che si chiama Quick Pita, non da ricordare.
P.S. Vale sicuramente la pena di andare ad Atene, ma probabilmente la
città è inferiore alle aspettative.
Partenone
Cambio della guardia, il militare in divisa ordinaria è lì apposta
per asciugare il sudore…
6° giorno 22/07 Atene-Nauplia
Uscire da Atene è stato un po’ complicato, ma poi una volta in
autostrada il viaggio è proseguito senza problemi. Ci fermiamo sul
canale di Corinto per la colazione e per qualche foto. La vista del
canale è molto suggestiva e vale una sosta.
Arriviamo a Nauplia e troviamo posto in una domatia (Bekas), piuttosto
carina con il padrone (Dimitrios) molto simpatico. Abbiamo l’unica
camera con il bagno e, soprattutto, siamo al centro della città,
praticamente sotto le mura di Akronafplia, in una posizione con una
vista stupenda.
Qualche cenno su Nauplia: è una città molto antica, durante il loro
lungo dominio i Veneziani ci costruirono tre fortezze: Akronafplia, la
più antica al centro della città vecchia, Le Palamidi, la più grande che
si trova su una collina a sud-est, e Bourtzi, su un’isoletta in mezzo
alla laguna.
Nel pomeriggio andiamo alla spiaggia di Keratona, (finalmente il mare),
bella e frequentata da gente del posto più che da turisti. Più tardi
visitiamo la Fortezza delle Palamidi. Nonostante all’interno non ci sia
più niente, né armi né arredi né altro, la Fortezza è comunque
bellissima, è un susseguirsi di Bastioni a picco sul mare con una vista
mozzafiato; inoltre è molto più grande di quanto possa sembrare da
fuori, per accedervi c’è una scalinata che parte dalla base della
collina sulla quale è costruita. La leggenda dice che gli scalini siano
999, ma pare che in realtà il numero esatto sia intorno a 850, comunque
un’infinità, ma per fortuna ci si può accedere da una strada sul fianco
della collina.
Passiamo la serata in giro per Nauplia, molto carina e vivace, e
finalmente, nell’Antica Gelateria di Roma, riusciamo a mangiare il primo
gelato buono da quando siamo in Grecia.
Canale di Corinto
Uno dei bastioni della fortezza delle Palamidi, purtroppo le foto non
riescono a rendere la bellezza del posto
7° giorno 23/07, Nauplia, Epidauro e dintorni
La spiaggia di Keratona al mattino è molto più bella. L’acqua è
bellissima e piena di pesci, il parcheggio è ampio e gratuito ed inoltre
ci sono le docce. Nel pomeriggio andiamo ad Epidauro: il Teatro è
bellissimo ed ha un’acustica impressionante, il resto delle rovine
sinceramente è molto confuso! Al teatro incontriamo un gruppo di
Aquilani molto simpatici che si sono esibiti in uno show e i bambini che
erano con loro hanno cantato una canzone popolare che ha riscosso
applausi ed ovazioni da parte del pubblico. Ha seguito l’esibizione di
ciascuno dei gruppi presenti, di varie nazionalità, con risultati penosi
(non c’è niente da fare: siamo sempre i migliori!).
Artista Aquilano al Teatro di Epidauro
Teatro di Epidauro
8° 24/07 Nauplia e dintorni
Mattinata alla stretta spiaggia di Plaka, acqua molto pulita, ciottoli e
tantissimi pesci di tutte le dimensioni. Pranzo al Mary’s Corner, una
specie di ristorantino – fast food alla greca a gestione familiare dove
si può mangiare Moussaka, Gyros, Pyta, ecc.ecc. a prezzi più che onesti.
Dopo un pomeriggio di totale debosciamento e sonno, la sera siamo andati
a cena in un posto consigliatoci dalla gelataia. I tavoli sono
apparecchiati sulla spiaggia a meno di 5 metri dal mare, il gestore,
molto gentilmente, ci avvisa che non ha molti tipi di pesce fresco a
disposizione, forse perché è domenica, comunque quello che ci porta,
cioè un antipasto misto e una frittura di pescetti vari, è molto buono.
Da riprovare.
Spiaggia di Plaka
9° giorno 25/07 Nauplia e dintorni
Il programma iniziale prevedeva che avremmo ripreso il viaggio alla
volta del Peloponneso meridionale, ma il fatto che stiamo molto bene qui
ed il fatto che il ripartire tutti i giorni o quasi, per quanto possa
essere interessante e bello, trasforma la vacanza in un tour de force,
ci fa cambiare idea e decidiamo di rimanere ancora qui per poi
riprendere la strada fra qualche giorno verso Igoumenitsa (la visita al
Mani e al resto del Peloponneso è rimandata forse all’anno prossimo).
Mattinata alla spiaggia di Psili Amos, molto bella ma molto affollata
quasi unicamente da turisti stranieri. Nel pomeriggio giro ad Argo e
Micene, ma siccome abbiamo fatto tardi era tutto chiuso. In serata
abbiamo preso la barca e siamo andati a vedere la fortezza di Bourtzi,
molto bella, ma forse conviene andarci di giorno per visitarla meglio.
Ci raccontano che qui vengono organizzati concerti e mostre, ed
indubbiamente lo scenario è molto suggestivo.
Psili Amos
10° giorno 26/07 Nauplia
Mattinata in spiaggia a Keratona, pranzo al Mary’s corner, pomeriggio di
riposo e serata tranquilla in centro. Alla base delle mura di
Akronafplia c’e una strada a picco sul mare che gira intorno al
promontorio e farci una passeggiata intorno è molto piacevole, sia di
giorno che di notte, anche se forse di notte, con il rumore del vento,
nella parte più buia c’è qualcosa di tetro. Purtroppo i cretini non sono
un’esclusiva italiana, e qualche deficiente si è divertito a imbrattare
i muri e le pareti di roccia intorno alla passeggiata.
Passeggiata sotto le mura di Akronafplia
11° giorno 27/07 Nauplia
Ultima mattinata in spiaggia a Keratona, pomeriggio a preparare i
bagagli, in serata abbiamo bevuto un Ouzo in uno dei locali di fronte al
Porto e poi abbiamo cincischiato in centro. Siamo tutti e due piuttosto
malinconici, questo è un posto bellissimo e ci siamo trovati bene ma
domani si riparte… vabbè, fa niente.
Uno dei bastioni di Akronafplia
12°giorno 28/07 Nauplia-Zachlorou
Partenza alle sette diretti verso Zachlorou, minuscolo villaggio sulle
montagne a circa 40 Km da Patrasso. Arriviamo verso le dieci. Siamo
venuti qui perché c’è una ferrovia, la Diakofto-Kalavrita, che risale
agli ultimi anni del 1800, che si inerpica fra le gole di queste
montagne e Zachlorou è la fermata intermedia. In effetti il percorso del
trenino, aiutato a salire nei punti più ripidi da una cremagliera, è
stupendo, costeggia il letto di un fiume e si infila in alcune gallerie
per poi sbucare fra delle gole strettissime. Sicuramente in primavera
quando il fiume è in piena deva essere ancora più bello.
Il nostro albergo è attaccato alla stazione e ci si accede solo
attraversando i binari e il ponte sul fiume. Per la verità l’albergo si
trova in un posto bellissimo, ma ha un’aria un po’ dismessa, l’unica
lingua parlata dagli addetti è il greco. Il ristorante dell’albergo non
è il massimo ed il vino è una porcheria… forse sarebbe stato meglio
cenare a Kalavrita.
Sul ponte si è verificato un piccolo incidente di cui racconterò in
seguito.
Un impavido (!) motociclista
13° giorno 29/07 Zachlorou-Preveza
Partenza per Preveza di buon’ora, tutto tranquillo fino Messolongi,
molto bello il ponte di Patrasso, ma non è stato possibile fare foto
perché tirava un vento fortissimo.
Subito dopo Messolongi, da qualche parte abbiamo sbagliato strada,
perdendo di vista la costa e inoltrandoci verso l’interno. Risultato: 50
Km in più, 2 ore perse, e abbiamo ritrovato la strada lungo la costa
solo grazie ad un ragazzo gentilissimo che praticamente ci ha
accompagnato fino a lì.
La strada lungo la costa è bellissima, ci sono delle spiagge stupende ed
il panorama è magnifico. Tra l’altro, lungo la strada abbiamo incontrato
una serie di animali: una scrofetta nera con al seguito una decina e più
maialini di vari colori, delle capre che erano stese a prendere il sole
su una spiaggia ed infine una tartaruga che abbiamo salvato da un sicuro
investimento.
Arriviamo a Preveza, poco prima delle 12, troviamo, non senza
difficoltà, una stanza all’Hotel Minos, in centro, carino e con l’aria
condizionata. Nel pomeriggio andiamo in spiaggia e la sera andiamo a
mangiare il pesce in una Taberna del centro (Ambrosius). Il posto è
molto alla mano: delle ragazze che definire “in carne” è un eufemismo
servono ai tavoli e una specie di enorme pachiderma (in canottiera e con
la barba lunga, che si asciuga il sudore con uno straccio appeso ai
jeans!) armeggia vicino ad una brace, arrostendo, cucinando e friggendo,
in tempo reale, pesci di tutti i tipi. Abbiamo mangiato benissimo ed il
conto è stato irrisorio (meno di 20 euro). Dopo cena abbiamo scovato una
gelateria che faceva un gelato magnifico e da queste parti non è una
cosa così diffusa.
Per il resto, Preveza è una cittadina carina e vivace dove sono
ormeggiate tante bellissime barche, quasi tutte a vela.
La tartaruga a cui abbiamo salvato la vita
14° giorno 30/07 Preveza-Igoumenitsa
Mattinata in spiaggia con annesso ultimo bagno in acque greche. Verso le
undici e mezza abbiamo lasciato la stanza, siamo andati a fare un giro
in centro, abbiamo mangiato in un fast food e poi siamo andati a
prendere di nuovo un gelato nella gelateria di ieri.
Verso l’una partenza alla volta di Igoumenitsa, per strada abbiamo visto
i resti di un enorme incendio scoppiato nei giorni scorsi di cui ha
parlato anche la TV, ci sono ancora i Canader per spegnere gli ultimi
focolai. La costa è molto bella, arriviamo a Igoumenitsa troppo presto e
passiamo il pomeriggio a oziare sul lungo mare, verso le otto andiamo a
cena in un fast food e poi andiamo ad aspettare la nave nella stazione
marittima, un edificio nuovissimo con l’aria condizionata, qualche
negozio ed alcuni bar e ristoranti. Ricordando il porto di Brindisi
questo è quasi un paradiso. Mentre aspettiamo vediamo arrivare nel
parcheggio due moto che con tutti i bagagli sono più larghe e più
pesanti di una Panda! Dopo un po’ i due motociclisti che le guidano, un
uomo ed una donna, entrano nella stazione vestiti come se avessero
appena lasciato una pista da cross, suscitando la curiosità dei
presenti. Più tardi scopriremo che sulle moto ci sono anche due
ragazzini di 13 e 9 anni circa, e che i quattro formano una famiglia
svedese che sta affrontando un viaggio in moto che da Città del Capo li
riporterà fino in Svezia. Parlandoci un po’ la moglie ci dice di essere
in viaggio da circa tre mesi e mezzo, e Roberta a questa notizia rischia
l’infarto. Io invece un’avventura così l’ho sempre sognata, e sarei
disposto a pagarla chissà quanto… ma voi ci pensate attraversare 3
continenti, 20, 30 o chissà quante nazioni, ed avere contatti con decine
di popoli di diverse razze, culture e religioni, ed il tutto in sola
volta. Purtroppo credo che il mio rimarrà solo un sogno perché anche se
riuscissi ad organizzarlo (cosa praticamente impossibile) chi sarebbe
così pazzo da seguirmi?
Ci imbarchiamo con un’ora circa di ritardo, e per fortuna troviamo un
angolino nei pressi del bar dove ci accampiamo per trascorrere la notte
di navigazione. Per fortuna stavolta i turchi sono davvero pochi e il
viaggio trascorre tranquillo, comunque sarebbe stato meglio prendere una
cabina.
15° ed ultimo giorno 31/07 Brindisi-Casa
Arriviamo a Brindisi con circa un’ora di ritardo, sbarchiamo e partiamo.
Per strada superiamo la famiglia di Svedesi che prosegue il suo viaggio
a circa 90 km/h che, per come sono carichi, sono anche troppi, chissà
quanto durerà ancora il viaggio! Lascio Roberta a Candela e proseguo
verso casa dove arrivo verso le 10, il conta Km di Clara segna 36420!
Per quest’anno le sue e le nostre vacanze sono concluse.
P.S. Quando si dice la sfiga, a 2 Km da casa un’ape, o qualcosa del
genere, è entrata nel mio casco e mi ha punto vicino all’occhio
sinistro, all’inizio non sembrava niente di grave, ma dopo un’ora la
faccia ha cominciato a gonfiarsi in maniera spaventosa, fino a chiudermi
quasi completamente l’occhio, sono stato costretto ad andare alla
guardia medica, dove mi hanno fatto una puntura al cortisone, ma
comunque il gonfiore ci ha messo 3 o 4 giorni a sparire.
Consigli vari
In Grecia fare colazione nei bar non è il massimo, il loro concetto di
cafè o di cappuccino è molto lontano dal nostro, per non parlare dei
cornetti… meglio prendere quello che loro chiamano Frappè, che è una
specie di latte macchiato shakerato con il ghiaccio o in extremis andare
al supermercato e comprare latte e brioches. I dolci in Grecia non sono
buoni e comunque non c’è molta scelta, si fa fatica anche a trovare un
buon gelato.
Per dormire, a parte ad Atene, non ci sono problemi da nessuna parte
perché c’è un’infinità di hotel, pensioni e domatie, basta arrangiarsi
un po’, forse solo ad agosto può essere un po’ più difficile.
Per mangiare, poi, i problemi sono ancora meno in quanto le taberne e i
ristoranti si sprecano, inoltre, nonostante anche i greci lamentino un
“effetto euro”, siamo lontani anni luce da quello che è successo in
Italia, per intenderci: lì con 20 euro e anche meno si mangia bene
dappertutto, in molte città italiane con la stessa cifra si fa fatica a
mangiare la pizza.
Non fate calcoli sul tempo di percorrenza di alcune tratte chilometriche
perché, anche se le loro statali, nella maggioranza dei casi, sono
tenute meglio delle nostre e sono molto meno trafficate, la Grecia è un
continuo su e giù dalle montagne con curve e contro curve (un vero
paradiso per motociclisti). Le poche autostrade, poi, sono, in alcuni
casi, delle statali con a destra una specie di stretta corsia di
emergenza dove i veicoli lenti circolano per dare strada agli altri,
chiaramente a dividere le due direzioni di marcia non c’è nessun guard
rail.
Per chi dovesse andare in Grecia la guida Lonely Planet è molto utile,
ma sarebbe anche utilissima una cartina molto dettagliata poiché le
indicazioni sono un po’ vaghe e noi ci siamo persi un milione di volte.
Comunque i greci sono molto gentili e ospitali, non avranno problemi a
darvi una mano.
Informazioni di carattere generale
Il costo della benzina verde a 95 ottani (c’è anche quella a 100 e la
vecchia super) in Grecia è variabile fra 0,79 e 1,01 euro a secondo dei
distributori (beati loro).
Le autostrade sono a volte gratis a volte a pagamento, comunque con un
prezzo di gran lunga inferiore a quello italiano (es. 1 euro per 100 Km,
ribeati loro).
I prezzi praticati dagli hotel, dalle pensioni e dalle domatie sono
sempre molto inferiori a quelli scritti sul listino nelle camere,
probabilmente è una buona idea trattare, ma io per questo non sono
tagliato e Roberta non ne parliamo nemmeno.
Curiosità
Nei bagni di alcune strutture ricettive ci sono dei bidoncini di
plastica il cui scopo sarebbe quello di contenere la carta igienica che
non andrebbe buttata nel water, con dei cartelli che invitano gli
inquilini a farlo. Non chiedetemi il perché di questa usanza perché io
lo ignoro del tutto, ma vi dirò che ho preferito tenermi le nostre
usanze, a costo di sembrare incivile, e buttare la carta nel water!
I Greci che frequentano le spiagge sono mediamente più in carne degli
italiani, ed il loro stato di forma lascia molto a desiderare. Quindi
anche chi, come me, è un tantino sovrappeso non si sentirà in imbarazzo.
Inoltre i topless sono rarissimi e gli unici presenti appartengono alle
turiste straniere, praticamente l’unico topless presente su alcune
spiagge era quello di Roberta.
In Grecia l’uso del casco e delle cinture di sicurezza è obbligatorio, è
bene precisarlo in quanto a guardarsi intorno non si direbbe affatto
poiché gli unici ad avere un casco ed a usare una cintura erano gli
stranieri e, sinceramente, non è proprio segno di civiltà….anzi.
Giacché i Greci sono dei gran fumatori nei bar, ristoranti e locali vari
è consentito fumare e questo fa la felicità dei molti italiani presenti
che fumano più in due settimane in Grecia che in un anno a casa dove le
restrizioni dello Stato (e delle mogli), li costringono a lunghe
astinenze ed a sentirsi un po’ ghettizzati.
Per ridere un po’……..
Durante la nostra visita alla Palamidi, Roberta, mentre scendeva da una
ripida rampa molto scivolosa, si è appoggiata a terra con il sedere, non
riuscendo nemmeno ad alzarsi, e rimanendo al centro della rampa, fino a
quando io non sono andato a riprenderla. Avrei voluto immortalare il
momento ma purtroppo la macchina fotografica ce l’aveva lei, peccato.
Chi di caduta ferisce di caduta perisce, a Zachlorou mi sono
intestardito a volere attraversare i binari del treno con la moto ed a
un certo punto ho perso l’equilibrio appoggiandomi su un fianco, per
fortuna con nessun danno per me e pochi graffi per Clara, conclusione: a
volte sono uno stupido.
Tiriamo le somme…………
Dopo 2700 Km circa di viaggio è giusto tirare le somme.
La Grecia è una nazione bellissima dove tutto sembra scorrere ad una
velocità molto inferiore rispetto ai ritmi frenetici a cui noi siamo
sottoposti nelle nostre efficientissime e, per certi versi, tristissime
città. Il loro ritmo è infinitamente più tranquillo e rilassante del
nostro, i loro orari sono più flessibili e lasciano una maggiore
libertà. Effettivamente nei nostri confronti soffrono di una certa
arretratezza a livello di servizi, di trasporti e di possibilità, ma
forse è proprio questo che gli permette di vivere in maniera più
tranquilla e piacevole la loro vita. Inoltre hanno un senso di
appartenenza alla nazione di cui noi non siamo dotati, un innato odio
verso i turchi con cui sono in guerra da sempre. Gran parte delle
risorse naturali e delle bellezze architettoniche sono ancora poco
sfruttate e questo le rende ancora più belle. Insomma possiamo
concludere che è stato un viaggio bellissimo e che l’unico rammarico è
che purtroppo non siamo stati in grado di fare il giro di tutto il
Peloponneso come ci eravamo prefissi, ma a questo cercheremo di porre
rimedio l’anno prossimo…..
P.S. vorrei ringraziare prima di tutto Roberta che quest’anno è stata
particolarmente paziente durante i numerosi trasferimenti in moto ed
inoltre ha fatto, al contrario del solito, poche paranoie. Insomma, è
stata un’ottima compagna di viaggio… Poi vorrei ringraziare Clara che,
nonostante i piccoli problemi che ha avuto, ha svolto in maniera egregia
il suo compito, cioè scarrozzarci per tutta la Grecia e riportarci a
casa sani e salvi.
luglio 2005
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