|
|
amiciamici.it |
|
|
|
|
|
|
I dentici della Draga |
Le giornate ormai si sono allungate, il freddo intenso dei mesi di gennaio e febbraio ha lasciato spazio al mite tepore dei lunghi pomeriggi di maggio e questo al caldo delle giornate di giugno. Andare per mare in questo periodo, vento e pioggia permettendo naturalmente, è una vera gioia. Si ripongono le cerate negli armadi e, tra una ferrata e l’altra, ci si concede anche il tempo per una prima tintarella da mostrare con orgoglio il lunedì mattina agli amidi e colleghi di lavoro. Chi va per mare tutto l’arco dell’anno e si comporta come attento osservatore delle abitudini dei pesci, monitorando il numero delle catture effettuate, il tipo di esca che funziona meglio, le ore della giornata in cui si concentrano maggiormente le ferrate, la pressione atmosferica, le maree ecc., alla fine del dodicesimo mese di pesca, solitamente tira le somme dell’anno passato e scopre qualche sfumatura che precedentemente non aveva colto, e che di certo arricchisce non poco la sua conoscenza. Quest’anno a movimentare lo scenario della traina nel Golfo di Cagliari, a complicare quindi lo studio degli “osservatori”, ci si è messa anche quella enorme e terrificante draga che, per trovare la sabbia necessaria al ripascimento della spiaggia del Poetto, ha creato grande sconvolgimento nelle profondità marine del golfo. Come al solito la stagione vera e propria di traina è cominciata a cavallo tra i mesi di settembre e ottobre e come ogni anno, dopo le prime uscite alla ricerca dell’area “segreta” di ritrovo annuale dei dentici e delle ricciole, la stagione ha seguito il suo ordinario corso, regalando enormi soddisfazioni (dentici, ricciole, paraghi e perfino grosse orate) agli equipaggi più esperti. A partire dal mese di marzo però si è registrato un fatto anomalo nell’area limitrofa alla zona in cui operava la draga: un enorme incremento delle catture di grossi dentici. Alcuni equipaggi di Marina di Capitane di Marina Piccola hanno portato in banchina carnieri da fare invidia al pescatore più navigato con numerosi esemplari di peso superiore agli otto/nove e anche dieci chili. Terminata l’opera della draga la situazione nel golfo si è a poco a poco stabilizzata, la natura ha ripreso il suo naturale evolversi e i grossi dentici, non più in frenesia alimentare, si sono potuti dedicare a ciò che da sempre fanno nel periodo primaverile: all accoppiamento. Da sempre si legge sui libri e sulle riviste specializzate che la Primavera regala al pescatore poche catture, in particolare per quanto riguarda i dentici si sente parlare del fenomeno del “Montone”: i dentici abbandonano le zone di caccia e si spostano in massa sui cappelli delle secche, dove si dedicano all’arte amatoria. In questo periodo, si legge sempre sui libri, è più proficuo pescare con gli artificiali a velocità superiori a quelle consuete. Si scandaglia così un’area maggiore e si induce il pesce ad attaccare l’esca non per “fame” ma per territorialità. Tutto questo è il frutto di anni ed anni di esperienza di “osservatori” attenti, non certo di un racconto di un dentice, o di un altro pesce. Il fatto della territorialità lo si deduce, per esempio, dal fatto che spesso i dentici in primavera restano allamati all’esterno della bocca e non in profondità, come accade, invece, quando attaccano la seppia o altra esca per nutrirsi. Terminato il periodo dell’accoppiamento, terminato di conseguenza il periodo del digiuno, i dentici ricominciano ad alimentarsi e ad attaccare, di conseguenza, le esche presentate loro in maniera perfetta. Gli equipaggi, razionalizzato ormai il periodo di “magra”, ricominciano a vedere i cimini delle canne muoversi e le canne stesse flettersi sotto la trazione dei pesci. Il fatto però che quest’anno la draga abbia messo in movimento il fondo marino e così richiamato numerosi esemplari di taglia in zona, ci fa supporre che il rientro primaverile dei trainisti cagliaritani sarà più felice di quello degli anni passati. imento sul cimino della key-West 10/20 lb, impercettibili movimenti, segno apparente dell’attacco di una piccola tanuta o un piccolo parago; atteso comunque con impazienza il momento dell’attacco vero e proprio, abbiamo visto la canna piegarsi prepotentemente sotto i nostri occhi e dopo la ferrata e il combattimento pieno di emozioni abbiamo raffiato un magnifico dentice di oltre dieci chili. Arrivati in porto, pesato (10,2 kg) , squamato e pulito dalle interiora, abbiamo constatato la presenza di uova, segno inequivocabile della veridicità di quanto sospettato: finito il periodo dell’accoppiamento i dentici ricominciano a mangiare e nelle nostre comuni zone di pesca sono presenti numerosi esemplari di taglia. Dal modo in cui il dentice ha portato l’attacco alla seppia-esca si può forse dedurre che non era in frenesia alimentare, ha mangiato perché aveva fame. Un piccolo monito è forse a questo punto necessario: se non si esagera in questo periodo con le catturare di esemplari di taglia ovati, nella prossima stagione avremo più possibilità di pescare grossi e numerosi dentici e continuare così il gioco della pesca. Terminati, dunque, gli argomenti di discussione, non resta altro da fare che andare a pesca, la stagione sembra ricominciata, l’unico problema è che sta arrivando veloce l’estate e con essa il caldo, migliaia di turisti e centinaia di barche, ottimo, certamente, per il turismo e il diporto, un po’ meno per la pesca. |
| home | amici | mangiare | film e libri | fotografie | viaggi | gite e agriturismo | video | hobby | archivio |