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Il guardiano del faro 

  
  

 

 

  Il faro Sparty a Cape Green in Cornovaglia 

  Incontriamo il guardiano del Faro Sparty, il Sergente George McPherson, nello sperduto Cape Green in Cornovaglia. Mc Pherson è li dal 1942 ed è convinto che la guerra non sia ancora finita, nonostante i continui  messaggi della Marina inglese che sopportano e chiudono un occhio sulla sua presenza al faro. D'altronde risulta impossibile trovare un sostituto guardiano, in considerazione della infelice posizione dell'impianto, lontano circa 200 miglia dal paese più vicino e visitato esclusivamente da qualche raro turista.

In evidente stato confusionale McPherson ci accoglie con sospetto ma acconsente alla nostra visita al faro. Dopo un momento di reciproco imbarazzo ci racconta della vita a Cape Green e degli svaghi del luogo.

      

"Qui la vita è dura e gli svaghi sono pochi. D'altronde siamo in  guerra. Ho un grosso fucile e ogni tanto mi diverto a sparare con questi bei pallettoni ai vetri del faro o a qualche grosso topo.
Vedete quella è la torretta che ieri sono riuscito a centrare in pieno dopo solo due bicchierini di anice"

   

"In questo vecchio impianto la  manutenzione è tanta e a volte si rompe qualcosa. Ieri è crollato un piccolo posto di avvistamento nel quale tenevo le olive con il finocchietto. Pazienza, ora le devo recuperare snocciolate una per volta"

   "Qui a volte vengono delle turiste ma non sempre le lascio andare via, mi diverte farle spaventare e in certi casi non riesco a controllarmi. Anche ieri ne sono venute tre, forse erano italiane o spagnole, non ricordo."

     

"Erano molto interessate al faro e curiose di sapere come si vive, io glielo spiegato e loro sorridevano. Gli ho fatto vedere anche il topo che ho sparato e si sono spaventate, poi le ho chiuse dentro una stanza e siccome gridavano troppo ho sparato anche a loro."

    "Le ho sepolte proprio li sotto vedete, erano anche simpatiche ma sapete, a me la gente che urla proprio in un posto così tranquillo come questo non mi piace e così ho dovuto farlo. Però per ricordarmi di loro ho fatto una incisione nel piazzale con i loro nomi Amanda, Lorena e Frida"

 

novembre 2002

 

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