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| Il piombo guardiano |
Il guardiano è un piombo di peso variabile, compreso comunque tra i 300 e i 700 gr, che permette alla nostra esca di scendere in profondità alla ricerca di tutti i predatori che vivono a stretto contatto con il fondo del mare come dentici, ricciole, paraghi, orate ecc., e che ci avverte di ogni minima variazione del fondo marino. Il piombo deve essere legato per mezzo di una girella ad uno spezzone di nailon di circa un metro e questo a sua volta ad un cordino sottile di 50 cm. circa. Come funziona: Filato il terminale in acqua per 20 mt. circa, si lega il cordino con un nodo parlato, detto anche nodo di stroppo, alla lenza madre a monte del punto di giunzione tra il terminale e questa, costituito da un nodo (doppio uni) o da una girella tanto piccola da passare negli anelli della canna, ambedue costituenti un punto d’arresto per nostro piombo guardiano. La ferrata: Non appena il pesce comincia il suo attacco, l’angler, capito prima con chi ha a che fare, deve ferrare energicamente solo dopo che la canna si è piegata con decisione e combattere il pesce con estrema calma. E’ di fondamentale importanza avere almeno un’idea del modo in cui i nostri avversari portano l’attacco alle loro prede: il dentice prima di portare l’attacco vero e proprio colpisce ripetutamente la sua preda, come quasi a volerne saggiare l’autenticità o semplicemente la bontà. La ricciola di taglia ingoia l’esca senza pensarci due volte e prosegue per la sua strada fino a quando si accorge che qualcosa di strano la trattiene. Il pescatore sulla barca vedrà nel primo caso il cimino della sua canna muoversi ripetutamente e quasi freneticamente, e in questo caso ferrare prima che il dentice abbia portato il vero attacco significa, quasi sempre, strappare l’esca di bocca dal pesce; nel secondo caso la canna si flette con decisione dando spesso l’impressione all’angler di aver incagliato il piombo. In questo caso si deve ferrare immediatamente e non tentare di trattenere la ricciola nella prima fuga, forzandola solamente in un secondo momento per invogliarla a non buttarsi sulle rocce del fondo. Sgancio del piombo: Arrivato il piombo in barca, lo skipper deve accelerare di qualche nodo l’andatura della barca per lasciare tutto in perfetta trazione, e provvedere, immediatamente dopo, a sganciare il piombo. Per agevolare questa operazione il nodo di giunzione deve essere eseguito in modo che si possa sganciare in una frazione di secondo, e per fare ciò è sufficiente eseguire anziché il parlato un semplice nodo con un fiocco. Fatto questo lo skipper può ristabilire la velocità ottimale per la fase finale del combattimento e dell’imbarco della preda. Multifibra in bobina: Da tempo si sta diffondendo sempre più tra i trainisti l’uso del multifibra in bobina e ciò per una serie di vantaggi: il multifibra è innanzitutto privo di elasticità e ciò consente non solo di vedere in diretta cosa succede dall’altro capo della lenza, ma anche e soprattutto di ferrare il pesce con maggiore prontezza; ha una sezione inferiore del 50% rispetto ad una lenza di pari libbraggio, consentendo in questo modo l’utilizzo di piombi leggeri. Vantaggi del piombo giuardiano: - Questa tecnica permette l’esplorazione di fondali sconosciuti e profondi, non necessita di spese eccessive per l’installazione, permette di pescare sempre a stretto contatto con il fondo, consente l’impiego di due canne contemporaneamente e infine permette di avere sempre un contatto diretto con il pesce. Svantaggi: - Si deve trainare ad una velocità molto ridotta (al massimo a ½ nodo), cosa che non tutte le barche consentono. Pescare più veloci costringe a filare in acqua una quantità eccessiva di lenza o appesantire esageratamente il piombo, e ciò, oltre a far svanire i vantaggi sopra elencati, impedisce di fare virate sulle secche e impone un recupero costante della lenza, con elevato rischio di incaglio. Luglio 2002 |
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