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La cucina dell'800 |
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Selezione di ricette tratte dal libro "Il paiolo e il treppiede"
Prendete
una o più lingue di animale grosso come manzo, vitello, vitella di
latte, castrato, maiale, agnello: fatele bollire il acqua, spellatele
assai bene, qualunque sia la quantità che abbiate scelto, dipoi
formatene, trinciandole con un coltello tagliente, fette sottili sopra
le quali porrete un poco di ripieno di carne di vostro piacere.
Accartocciatele in reticella di maiale o di agnello, in mancanza della
prima. Si fanno cuocere o arrosto, ungendole con olio ed infilzandole
in un quarto di canna appuntita o in uno spiedo sottile,
polverizzandole quando sono quasi cotte con pane grattato facendo
prendere loro un bel colore; ovvero infilzatele nella stessa maniera
sopra una gratella con fuoco lento, o in una casseruola con solo olio
e polverizzandole pure col medesimo pan grattato. Le servirete in
tavola calde coperte con una salsa piccante di vostro gusto dopo
averle tolte dalla canna della quale vi siete serviti. Lingue
in filetti Spellate
le lingue assai bene dipoi tagliatele a piccoli filetti della
lunghezza di un dito. Mettetele in una casseruola con cipollina,
prezzemolo, funghetti, il tutto trittato. Conditele con sale, pepe ed
olio e fatele cuocere a lentissimo fuoco. Quando cominciano a bollire
aggiugete un bicchiere di vino bianco e sulla fine un poco di sugo di
carne o di pomodoro in mancanza. Al momento di servirle premete loro
sopra un limone. Lingua
a pacchetto Spellate
la lingua dipoi tagliatela a piccole fette. Trinciate alquanto
prezzemolo, cipollina, serpentaria, tre scalogni, capperi e acciughe.
Impastate questa roba con butirro e midolla di pane e di una porzione
fatene un suolo nel fondo di una piccola casseruola. Sopra questo un
suolo di lingua affettata e cos“ di seguito, polverizzando i suoli
con pepe e sale. Bagnate con metà brodo e metà vino e sugo di
pomodoro e fate cuocere fra due fuochi fintantochè non si sia
consumato l'umido quasi a formarne una specie di crosta: allora
mettete un altro poco di brodo che formi quasi una salsa. Code
con cavoli Fate
cuocere alquante code delle specie che più vi aggrada, di manzo, di
vitella, di maiale o di
castrato in una salsa leggiera fatta con brodo, poco sale, pepe, un
mazzetto di prezzemolo, cipollette, due garofani e un mezzo spicchio
di aglio. Fate scottare per un quarto d'ora un cavolo nell'acqua
bollente, quindi ritiratelo nell'acqua fresca, spremetelo e
toglietegli l'occhio. Trittate il tutto e mettete a cuocere in un
soffritto di cipolla e prosciutto, bagnando con brodo. Allorchè sarà
cotto, contornate le code che avrete bene sgocciolate ed ascciugate
con pannolino, accomodandole sopra un piatto l'una in distanza
dall'altra. Code
al purè Tagliate
a pezzi le code di manzo, di vitella o di castrato, fatele bollire in
una casseruola con carne di manzo e prosciutto, carote, cipolla ed un
mazzetto di guarnito, sale pepe e garofani. Il mazzetto di guarnito si
compone di prezzemolo, cipollette novelle, una mezza foglia di lauro,
una carota, due fogliette tenere di sedano, pepolino, il tutto ben
legato perchè non si disfaccia e si possa levare facilmente donde è
stato cotto. Fatele cuocere a fuoco lento, quando siano cotte levatele
dalla casseruola, accomodatele sopra un piatto e ricopritele con purŽ
di vostro gusto al quale abbiate fatto incorporare sugo di carne o di
pomodoro ed alquanto butirro. Code
al riso Cuocetele
come sopra, dipoi gettatevi una quantità di riso ben lavato, dopo
aver tolto per˜ le code e il prosciutto, lasciando la sola carne di
vitello che dovrà essere ben tritata. Fate cuocere in questo sugo il
riso, unendovi alquanto brodo onde finisca di cuocere e venga denso
come una polenta. Prendete una casseruola, mettete nel fondo alquanto
butirro e un suolo di questo riso quindi le code. Copritele di altro
riso e fatele cuocere per un quarto d'ora con fuoco lento sotto e
sopra. Scodellatele con diligenza onde restino intere e servitele con
una salsa delicata di vostro gusto. Lombi
tra due fuochi Si
tagli il lombo del maiale in pezzi non tanto piccoli ne tanto grandi,
si ponga in un marinaggio per mezz'ora con olio, agro di limone, sale,
pepe e due spicchi d'aglio. Si facciano alcuni stecchi di canna, si
infilzano sei pezzi di detto lombo per ogni stecco, ponendo tramezzo
foglie di salvia. Si pongano questi pezzi cos“ infilzati in una
teglia o tegame con un poco di prosciutto, sopra un treppiede con
fuoco gagliardo e si lasciano rosolare sopra e sotto. Quindi si
bagnino con un mezzo ramaiolo di sugo di manzo, si condiscano con pepe
e noce moscata, si lascino bollire lentamente per un'ora, cuoprendo la
teglia con coperchio di rame con fuoco sopra. Quando siano cotti si
stendano in un piatto, togliendo gli stecchi, aggiungendo un altro
poco di sugo e spremendovi sopra un limone. Orecchie
in varie maniere Scottate
le orecchie di vitello o vitella da latte, castrato, agnello o maiale.
Pelatele e mettetele in una piccola pignatta con buon brodo, un
quartino di vino bianco, mezzo limone tagliato in fette e sbucciato,
un mazzetto guarnito con sale. Fatele cuocere coprendole con pezzetti
di prosciutto. Questa marinata chiamasi marinata bianca. Quando le
orecchie siano cotte servitele con qualunque salsa piccante di vostro
gusto o immergetele in uova sbattute e coperte di pan grattato e
friggetele. In qualunque modo per˜ si servano si fanno prima cuocere
nella marinata e si condiscono con salsa. Fegati
in istufato Prendete
i fegati di animali quadrupedi, togliete loro i nervi, tagliateli in
fette della grossezza di un dito e cuoceteli nel soffritto di cipolla,
aggiungendo uno spicchio d'aglio. Aggiungendo pure un pugillo di
farina stemperata nel vino, formate una salsa e serviteli con un poco
di aceto. Si può mettervi ancora un poco di finocchio forte. Fegati
alla cittadina Fateli
cuocere come i precedenti, aggiungete tre rossi d'uovo e due
cucchiaiate d'agresto o d'aceto, fateli bene unire senza bollire e
serviteli molto caldi. Fegato
all'arrabbiata Prendete
alquante fette di fegato ben mondato, mettetele in una padella molto
infarinate con un poco d'olio e quando sono cotte conditele con sale e
pepe e alquanto aceto. Toglietele subito dal fuoco dopo averle fatte
un poco arrabbiare e servitele ben calde. Fegati
all'italiana Prendete
prezzemolo, cipollette, tartufi, mezzo spicchio d'aglio, mezza foglia
d'alloro, timo e basilico. Fate un piccolo suolo di una porzione del
fegato preparato, mondato e tagliato in fette, in una casseruola,
aggiungendo alquanto olio, e sopra questo suolo dei suddetti odori
battuti, con sale, pepe o noce moscata grattata, così fate altri
suoli. Fate cuocere a fuoco lento sotto e sopra per lo spazio di
un'ora, dipoi scolate tutto l'olio e con diligenza rovesciate la
pietanza sopra il piatto che dovete servire e copritela con una salsa
piccante di vostro gusto. Sangue
in varie maniere Prendete
alquanto sangue di maiale, di agnello o di vitella di latte (e di
questi sangui il migliore è quel del maiale). Lessatelo in acqua per
pochi minuti, scolatelo, tagliatelo in fette, infarinatelo e
friggetelo, dipoi servitelo con qualunque salsa piccante di vostro
gusto. Potete
ancora cuocerlo, dopo averlo tagliato in fette, in quasi tutti i modi
del fegato. Ordinariamente
si cuoce, dopo averlo infarinato, in un tegame con soffritto d'aglio e
aggiungendo finocchio ben forte trito e servendolo in tavola ben caldo
con sugo di limone. Coratella
alla Borghese Prendete
la coratella (le migliori sono quelle di vitella di latte, di agnello
e di maiale) che comprende il cuore, la milza e il fegato, tagliatela
in piccoli pezzi e fatela scottare. Mettetela poscia in una casseruola
con butirro e un mazzetto di guarnito. Passatela al fuoco, aggiungete
un pugillo di farina bagnate con brodo. Quando l'intingolo è
cotto aggiungete tre rossi d'uovo stemperati nel latte, fate unire il
tutto al fuoco e, prima di servirla, spremetevi sopra un poco di
limone.
Nerbetti
in stufato Prendete
alquanta carne di manzo o vitella nei nerbetti, mettetela in una
casseruola con cipolla tritata, butirro e alquanti spicchi d'aglio
intero senza sbucciare, sale, pepe e due garofani. Bagnatela con
alquanto brodo ed in mancanza acqua, copritela bene e fatela cuocere
pel corso di cinque ore e più se abbisogna. Aggiungendo umido quando
manchi e un poco di sugo di pomodoro, fate che quando siete per
servire l'umido sia ristretto. Rovesciate questo stufato in un piatto
ove siano preparati alquanti crostini arrostiti o fritti nel butirro;
Potrete aggiungere ancora, due ore prima di servire, alcuni spicchi di
mela mora o di altra specie in mancanza. Potrete
pure far cuocere insieme coi nerbetti o fave fresche o piselli freschi
o girelli di carciofi trinciati o pezzetti di patate. Costolette
alla navicellaia Prendete
alquante coste o costolette (quelle di maiale sono le migliori),
mettetele al fuoco in una casseruola con olio e molti spicchi d'aglio
senza sbucciare, bagnatele con brodo, sale
e pepe. Quando siano quasi cotte aggiungete sugo di pomodoro e
finocchio, fate loro prosciugar l'umido e, quando siano un poco
rosolate e prossime a servirsi, gettatevi un poco di vino rosso buono.
Fate alzar loro appena il bollore e servitele quindi ben calde. Alcuni
non adoprano il vino e in luogo di mangiarle con pane le mangiano con
piccole fette di polenta di granturco ben calda inzuppata nel sugo
delle medesime, specialmente se sono di maiale che fanno un unto
maggiore. Pernici
alla francese Le
pernici si puliscono bene, si fiammano, si accomodano loro dentro le
gambe e si mettono in una casseruola in modo che stiano ben ristrette,
cuoprendo prima il fondo di detta casseruola con fette di lardone
grosse quanto una moneta di tre paoli, volgendo le pernici col petto
verso il fondo, aggiungendo una mezza cipolla steccata con quattro
garofani. Si coprono bene con fette di lardone sottili, sopra si mette
un foglio che copra tutto; si pongono a cuocere con buon brodo sopra
ad un treppiede con fuoco sopra e sotto, ma lentamente. Dopo cotte si
servono con un morsellato o di capi di sedano, o di rape, o di carote
cotte nel soffritto di cipolla con prosciutto, aggiungendo il sugo
delle pernici dopo averlo digrassato. Osservate di togliere tutto il
lardone e accomodate il detto ammorsellato intorno alle pernici. Pollastra
in bianco Fate
bollire in una casseruola un boccale di buon latte con timo, lauro, basilico e coriandoli, finchè sia ridotto a
metà: passatelo allo staccio, aggiungendo un pugillo di pane pesto.
Rimettetelo al fuoco finchè questo abbia imbevuto tutto il latte,
quindi toglietelo, mettetevi quattro once di pane tagliato in piccoli
pezzi, dodici mandorle dolci ben pestate, sale, noce moscata grattata
e cinque rossi di uova: tutto questo mettete nel corpo della pollastra
giˆ preparata, cucitela e fatela cuocere fra due fette di prosciutto,
bagnate con latte e condite con sale, e alquanti coriandoli: quando
sia cotta ed asciugata dal grasso, servitela con salsa di latte. Piccioni
in reticella Prendete cinque piccoli piccioni scottati, aggiustate loro le zampe nel corpo, e fateli cuocere per mezz'ora con un poco di brodo, mezzo bicchiere di vin bianco ed un mazzetto guarnito. Lasciateli poi raffreddare e fate un ripieno con coscia di vitello, grasso di bue, mollica di pane inzuppata con latte, prezzemolo, cipollette, funghi tagliati, sale e pepe: unite con tre rossi d'uovo ed i bianchi sbattuti. Inviluppate ciascun piccione in questo ripieno, coprendolo con un pezzo di reticella che unirete con un uovo sbattuto. Copriteli con pane pesto, fateli colorire sopra mettendo un coperchio da teglia che vi lascerete per mezz'ora con un piccolo fuoco, onde il ripieno abbia tempo di cuocere. Asciugateli poscia dal grasso e servite colla salsa della cottura dei piccioni digrassata e passata per stamigna con un poco di sugo colato per unirla.
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