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Stiamo a casa? Neanche a pensarci!!!

La
voglia di andare a pesca è tanta, i predatori sono in caccia,
dobbiamo solo trovare una zona riparata nel Golfo degli Angeli
e l’unica possibilità è il lato di levante di Serpentara. Appuntamento alle 10.00 al porto di Villasimius, io ho il
compito di procurare le esche, Francesco, deve organizzare la barca,
uno splendido RH 700 della Novamerine motorizzato con un 200 cv.
Evinrude. Da ponente un fronte freddo minaccia pioggia, il vento è
previsto in lento, ma costante aumento, ma tutto sommato le previsioni
sono sempre esagerate!! Dirigiamo subito verso l’isola dei nostri
sogni, naturalmente la zona di pesca è stata limitata al lato est (quello
owest è interdetto alla navigazione e alla pesca). Qualche altra
barca solca con noi il tratto di mare antistante il promontorio di
capo Carbonara, ma tutto sommato ci sentiamo soli e padroni del mare.
In pochi minuti raggiungiamo la zona di pesca, una tavola di mare
solcata solo da una leggera corrente che partendo da punta La Guardia
corre lungo tutto il versante dell’isola. Il motorino di scorta,
montato per l’occasione, non ne vuole sentire di partire
(l’intervento di messa a punto della settimana prima è stato un
capolavoro!) , decidiamo allora di pescare in drifting. La corrente ci
aiuta moltissimo; la velocità di scarroccio è di circa ½ nodo, e
passiamo così la giornata, risalendo la corrente con il motore grande
e pescando a scarroccio. In acqua due magnifiche seppie vive, che
navigano ad una profondità di circa 35/40 metri, l’ecoscandaglio
segnala, da subito, movimento sul fondo, noi siamo in attesa e
concentrati. Al primo passaggio la canna di Francesco comincia a
muoversi, ma è solo il fondo che risale rapido e inevitabilmente
incagliamo. Il secondo passaggio sulla secca è più proficuo, il
cimino comincia a vibrare, prima lentamente, poi sempre più
freneticamente fino a quando la canna si piega con decisione e Francesco,
presa la canna in mano, ferra come da manuale, e comincia il
combattimento. Il dentice, data la nostra scarsa velocità, ha il
tempo, però, di tentare la fuga e si intreccia con il mio terminale
ancora in acqua. Recupero tutto e per non concedere più nulla al
pesce, taglio la mia lenza in due punti e libero Francesco, che ha
tutto il tempo
per riprendere il controllo della situazione e recuperare la sua
preda. Niente raffio?? Ma come si può andare a pesca senza raffio o
guadino?? Per fortuna è
allamato molto bene con il trainante (6/0 della Lineaeffe con gambo
storto) per cui lo posso issare a bordo senza grossi problemi. Non
abbiamo tempo per le foto, dopo pochi minuti siamo di nuovo in pesca,
ma i dentici non ci seguono più. Altri passaggi, altri incagli. Una
riccioletta rimane allamata da sola, una lampuga comincia saltare
dietro la nostra poppa, ma il piombo è
a fondo!! Certo il fondale si è sollevato, la lampuga ha
ferrato in prossimità del fondo, tentando poi, inutilmente, di
riguadagnare la libertà con acrobatici salti fuori dall’acqua. A
furia di scarrocciare arriviamo fino all’ultimo dei Variglioni
dell’isola e troviamo altre lampughe in caccia, un branco enorme che
sta proprio sotto la nostra barca. Non faccio in tempo a distendere il
terminale che una di queste si ferra da sola. Il combattimento, data
l’attrezzatura calibrata per dentici e ricciole, dura solo pochi
istanti, ma è sempre bello ed esaltante. La giornata di pesca si
interrompe quando riceviamo una telefonata che ci avverte che nel
Golfo il libeccio è salito bel oltre i 15 kn. previsti, il che vuol
dire onde enormi nel canale tra Capo Carbonara e l’isola dei Cavoli.
Riordiniamo la barca, leghiamo tutto con cura, e cominciamo il
rientro. Fino al Capoto la traversata è stata relativamente
tranquilla, nel canale invece le onde facevano paura. Con molta
attenzione, molta calma e una buona dose di paura, e sotto la pioggia
battente, siamo rientrati in porto. In banchina, dopo le telefonate a
casa per tranquillizzare familiari e amici, abbiamo pesato e pulito il
pescato: un dentice di 5 Kg, tre lampughe da 3-3- e 2,5 kg, e una
riccioletta, che, per pudore, non abbiamo neanche pesato.Insomma una bellissima
giornata di pesca, trascorsa in uno dei posti più belli della
Sardegna, il Parco di Villasimius.

Ottobre 2003
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