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  Pescare a cura di Michele    

Previsioni:  libeccio a 15 Kn. in aumento

 

  Stiamo a casa? Neanche a pensarci!!! 

La voglia di andare a pesca è tanta, i predatori sono in caccia,  dobbiamo solo trovare una zona riparata nel Golfo degli Angeli e l’unica possibilità è il lato di levante di Serpentara.  Appuntamento alle 10.00 al porto di Villasimius, io ho il compito di procurare le esche, Francesco, deve organizzare la barca, uno splendido RH 700 della Novamerine motorizzato con un 200 cv. Evinrude. Da ponente un fronte freddo minaccia pioggia, il vento è previsto in lento, ma costante aumento, ma tutto sommato le previsioni sono sempre esagerate!! Dirigiamo subito verso l’isola dei nostri sogni, naturalmente la zona di pesca è stata limitata al lato est (quello owest è interdetto alla navigazione e alla pesca). Qualche altra barca solca con noi il tratto di mare antistante il promontorio di capo Carbonara, ma tutto sommato ci sentiamo soli e padroni del mare. In pochi minuti raggiungiamo la zona di pesca, una tavola di mare solcata solo da una leggera corrente che partendo da punta La Guardia corre lungo tutto il versante dell’isola. Il motorino di scorta, montato per l’occasione, non ne vuole sentire di partire (l’intervento di messa a punto della settimana prima è stato un capolavoro!) , decidiamo allora di pescare in drifting. La corrente ci aiuta moltissimo; la velocità di scarroccio è di circa ½ nodo, e passiamo così la giornata, risalendo la corrente con il motore grande e pescando a scarroccio. In acqua due magnifiche seppie vive, che navigano ad una profondità di circa 35/40 metri, l’ecoscandaglio segnala, da subito, movimento sul fondo, noi siamo in attesa e concentrati. Al primo passaggio la canna di Francesco comincia a muoversi, ma è solo il fondo che risale rapido e inevitabilmente incagliamo. Il secondo passaggio sulla secca è più proficuo, il cimino comincia a vibrare, prima lentamente, poi sempre più freneticamente  fino a quando la canna si piega con decisione e Francesco, presa la canna in mano, ferra come da manuale, e comincia il combattimento. Il dentice, data la nostra scarsa velocità, ha il tempo, però, di tentare la fuga e si intreccia con il mio terminale ancora in acqua. Recupero tutto e per non concedere più nulla al pesce, taglio la mia lenza in due punti e libero Francesco, che ha tutto il tempo per riprendere il controllo della situazione e recuperare la sua preda. Niente raffio?? Ma come si può andare a pesca senza raffio o guadino??  Per fortuna è allamato molto bene con il trainante (6/0 della Lineaeffe con gambo storto) per cui lo posso issare a bordo senza grossi problemi. Non abbiamo tempo per le foto, dopo pochi minuti siamo di nuovo in pesca, ma i dentici non ci seguono più. Altri passaggi, altri incagli. Una riccioletta rimane allamata da sola, una lampuga comincia saltare dietro la nostra poppa, ma il piombo è  a fondo!! Certo il fondale si è sollevato, la lampuga ha ferrato in prossimità del fondo, tentando poi, inutilmente, di riguadagnare la libertà con acrobatici salti fuori dall’acqua. A furia di scarrocciare arriviamo fino all’ultimo dei Variglioni dell’isola e troviamo altre lampughe in caccia, un branco enorme che sta proprio sotto la nostra barca. Non faccio in tempo a distendere il terminale che una di queste si ferra da sola. Il combattimento, data l’attrezzatura calibrata per dentici e ricciole, dura solo pochi istanti, ma è sempre bello ed esaltante. La giornata di pesca si interrompe quando riceviamo una telefonata che ci avverte che nel Golfo il libeccio è salito bel oltre i 15 kn. previsti, il che vuol dire onde enormi nel canale tra Capo Carbonara e l’isola dei Cavoli. Riordiniamo la barca, leghiamo tutto con cura, e cominciamo il rientro. Fino al Capoto la traversata è stata relativamente tranquilla, nel canale invece le onde facevano paura. Con molta attenzione, molta calma e una buona dose di paura, e sotto la pioggia battente, siamo rientrati in porto. In banchina, dopo le telefonate a casa per tranquillizzare familiari e amici, abbiamo pesato e pulito il pescato: un dentice di 5 Kg, tre lampughe da 3-3- e 2,5 kg, e una riccioletta, che, per pudore, non abbiamo neanche pesato.Insomma una bellissima giornata di pesca, trascorsa in uno dei posti più belli della Sardegna, il Parco di Villasimius. 



Ottobre 2003

     
 
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