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  Pescare a cura di Michele    

         Sono arrivate le ricciole!
 


La ricciola adulta, quella, per intenderci, del peso superiore ai 15 kg., è il combattente più sospettoso e difficile da vincere in un combattimento alla pari e quando attacca non ha vie di mezzo. Può fagocitare immediatamente l’esca oppure toccare leggermente e con diffidenza  qualsiasi esca viva se esperienze passate le suggeriscono prudenza. Nel primo caso è sufficiente ferrare con energia e cominciare il combattimento, forzando fino al limite del carico di rottura dell’attrezzatura da pesca.. Una volta raffiata troveremo sicuramente l’amo infisso in profondità all’interno dell’apparato boccale, spesso nelle branchie o addirittura tra la bocca e lo stomaco  Nel secondo caso, invece, è necessario attendere. Il cimino comincia a vibrare leggermente, poi tutto tace. La ricciola è vicino all’esca, qualche cosa non la convince; forse vede gli ami o il nylon, pur non associando questo a noi che siamo sulla barca in trepida attesa, percepisce comunque, da collaudata macchina da pesca quale è, che c’è qualche co
sa di strano e colpisce l’esca col muso. E’ necessario attendere senza neppure sfilare la canna dal portacanna. Se e quando lei deciderà di attaccare, il cimino fletterà deciso, l’angler dovrà allora impugnare la canna, tenerla orizzontale per qualche secondo e quindi ferrare con energia più volte. L’amo sarà certamente a questo punto già nella zona ossea più esterna della bocca.  In altre parole è fondamentale non togliere al nostro avversario l’esca di bocca con ferrate premature.
Questo almeno a grandi linee, non esiste infatti una regola fissa per la ferrata “perfetta” . L’obiettivo è quello di conficcare l’amo nella bocca del pesce e quindi si dovrà sempre tenere conto della durezza bocca in questione, dell’affilatura dell’amo, della elasticità e della lunghezza del nylon filato in mare e di quello in bobina, che varierà  al variare del sistema di affondamento prescelto.
Pescando con il piombo guardiano ad una profondità di circa 40 metri di fondo con esca viva, e quindi con buone probabilità che il pesce da catturare sia di grossa taglia, in caso di ferrata è indispensabile togliere immediatamente l’imbando recuperando la lenze e ferrando contemporaneamente più volte. Se si usa, invece, il downrigger l’operazione dovrà essere accompagnata anche da una leggera accelerazione del motore, questo aiuta ad eliminare l’imbando della lenza (decisamente maggiore che nel primo caso) e solo dopo aver ripristinato il contatto con il pesce si deve ferrare con energia più è più volte. Quasi tutte le slamate che avvengono nella prima fase del combattimento dipendono da una “cattiva” ferrata.
In sintesi tutti gli animali che hanno vinto la dura lotta per la sopravvivenza e che quindi sono cresciuti raggiungendo dimensioni ragguardevoli per la loro specie, costituiscono, per astuzzia e forza,  difficili esami per tutti coloro che si vogliono cimentare con loro.
Il combattimento potrà durare parecchie decine di minuti e solo la calma, la padronanza dell’attrezzatura e l’affiatamento dell’equipaggio, potranno portare alla realizzazione della cattura dell’avversario più astuto e temibile che ci sia.


LA RICCIOLA
E’ un pesce bello, lungo e affusolato come un siluro, potente e forte come può esserlo un corridore del mare. Il profilo è leggermente ricurvo, il muso è arrotondato ed è caratterizzato da un’espressione severa. Le mascelle giungono quasi fino alla metà dell’occhio. Le scaglie sono molto piccole. Le pinne dorsali sono due e la prima è più piccola della seconda. Il dorso è blu o grigio argento, i fianchi più chiari e il ventre è bianco argento. Può raggiungere i due metri di lunghezza e i sessanta chili di peso. E’ carnivora, è ghiotta di aguglie, seppie, calamari, muggini, sardine, boghe, occhiate ecc.
La riproduzione avviene in primavera e all’inizio dell’estate, secondo le zone; ha un istinto gregario che la accompagna nei primi anni e la spinge ad unirsi ad altri esemplari della stessa taglia in fitti branchi, ma ,una volta adulta, si muove in solitario o al massimo in coppia.
Comune in tutto il Mediterraneo è un pesce che ama gli sconfinati spazi d’alto mare, e pur non disdegnando la superficie del mare, illuminata dai raggi del sole, è solita frequentare le profondità superiori ai 40/50 metri. In prossimità della costa si avvicina solo in primavera e nel periodo compreso tra la tarda estate e i primi dell’autunno. Nelle giornate assolate e di calma piatta  le ricciole si avvicinano alle spiagge sabbiose, magari vicini alle foci dei fiumi o dei torrenti che si riversano in mare, o in prossimità dei moli frangiflutti dei piccoli porticcioli ancora tranquilli e poco inquinati.

DOVE CERCARLA
Chi vuole andare alla sua ricerca deve spingersi al largo, sulla sommità o sulle ripide cadute delle secche lontane dalla costa, alla profondità di 40, 50 e anche 60 metri di fondo,  deve trainare con l’esca viva senza paura di sperimentare qualche piccolo nuovo stratagemma, qualche cosa che fino ad oggi le ricciole non hanno ancora visto e da cui non hanno ancora imparato a difendersi.


SISTEMI DI AFFONDAMENTO
L’affondatore a palla di cannone o il piombo guardiano sono, certamente, i metodi più adatti a portare l’esca nella zona di caccia. Il downrigger è ottimo nelle zone conosciute, con pochi dislivelli e ha il pregio di permettere un combattimento lineare, senza pesi interposti tra l’angler e la preda. Il piombo guardiano, facendo passare l’esca in ogni minimo anfratto roccioso, permette uno studio più dettagliato del fondo, ha il pregio di consentire una ferrata immediata, non lasciando nulla all’avversario.

RICETTA
RICCIOLA AL FORNO
Ingredienti per quattro persone
Per 4 persone - 1 kg di ricciola in trance - 400 g di pomodori pelati - 6 cucchiai d'olio extravergine d'oliva - 100 g di olive nere - 1 cipolla - 1 cucchiaio di capperi - origano - 1 ciuffo di prezzemolo - vino bianco secco - sale, pepe
Preparazione
Fate appassire la cipolla tritata in una teglia con l'olio; unite i pomodori spezzettati, i capperi, le olive, il prezzemolo tritato, un pizzico di origano, sale e pepe e lasciate brevemente addensare il sugo. Adagiate, quindi, le trance di ricciola, insaporite con poco sale, sull' intingolo e cuocete in forno caldo, rigirando il pesce a metà cottura e spruzzando con poco vino.

Settembre 2002 

     
 
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