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Gli affari rustici di Ibraim Sardasch
Ibraim Sardasch,
imprenditore agricolo russo, molto chiacchierato e molto temuto, ha
inaugurato la sua fattoria ai confini con la Slovenia. Nella fazenda,
nella quale lavorano profughi di mezzo mondo in precarie condizioni
igieniche e morali, si allevano tacchini ormonati e si produce mais
transgenico fatto in casa.
Moahmmed
Skarrighich, pastore curdo
"Sono al servizio del signor Ibraim da
dodici anni e anche se mi paga poco sono contento. Per me è un
privilegio servirlo e ringrazio ogni giorno di essere ancora vivo, visto
il suo brutto carattere!"
Lapo Pachisch, pastore lappone
"Non tutti i lavoranti qui sono come
Moahmmed, alcuni lavorano di più e altri di meno. Io di meno. Non ho
paura del Signor Ibraim anche se l'anno scorso mi ha fratturato la
spalla con un calcio".
Un momento di pausa durante il duro lavoro dei
campi. Nell'occasione, alla fine del turno di quattordici ore, si
incontrano gli addetti alle coltivazioni di mais
e i pastori abbrammiti.
Tatiana Sfoddova, addetta alle coltivazioni di
mais
"Qui in fattoria si lavora tanto, il
padrone non è sempre buono, ma noi siamo contenti e nascono anche nuove
amicizie. Ho già adocchiato un pastore molto interessante, quel
Moahmmed, fin dal primo momento che l'ho visto mi ha dato l'impressione
di una personcina raffinata e gentile"
Qui dal Signor Ibraim, anche se in fondo siamo
degli schiavi, abbiamo tutti un sogno. Speriamo che in questa fattoria
si possa girare un reality e noi ne possiamo essere i veri protagonisti
ruspanti!!"
Ricordatevi di noi, almeno per un aiuto umanitario. Grazie.
maggio 2005
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