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Una settimana da leoni!
Mi
sembra ieri quando l’amico Simone mi chiama al cellulare ed esordisce
così: “Ciao radicals! Noi partiamo dal 23 al 30 agosto all’Isola
dei Gabbiani (Porto Pollo n.d.r.) per una settimana di puro windsurf.
Sei dei nostri?”. Lì per lì ha vinto lo stordimento seguito da una
risposta assolutamente positiva ed entusiastica. Bhè …. considerando
che ho cominciato a imbrigliare un po’ di vento nella vela solo un
anno fa, il passo è stato decisamente grosso.
Da qui in poi tutto è
stato veloce: l’acconto per la casa, gli acquisti al centro
commerciale di pasta, acqua,
Coca Cola e chili e chili di insostituibile tonno e poi via sulla
131. E ora mi domando: ma quanto tempo dovrà ancora passare prima che
la rendano percorribile senza il rischio di rovinare le sospensioni
della macchina per le buche sparse qua e là? Autovelox o posti di
blocco non ci hanno creato problemi più di tanto e così via spediti
fino alla tanto
agognata Costa Smeralda e poi su fino a Palau dove abbiamo trovato una
discreta sistemazione: una casa in paese con 5 posti letto, due bagni e
cucinino. In più un cortile sufficiente a farci stare la nostra
numerosa e voluminosa attrezzatura. Per conto mio avevo il doppio di
tutta l’attrezzatura. Non volevo correre il rischio di rimanere a riva
a fare il “corallo” per essere rimasto senza l’attrezzatura
necessaria!
Arriviamo sabato all’ora di pranzo, scarichiamo tutto, ci mangiamo un
panino e poi direttamente all’Isola dei Gabbiani. Purtroppo l’inizio
non è dei più promettenti, il vento è debole e non si combina un gran
che. Pazienza … tanto è il primo giorno e così si rientra a casetta,
si cena e poi si scende a fare due passi per le vie di Palau. E’ un
bel paesino, la sera dopo le nove e fino all’una la zona del
porticciolo viene chiusa al traffico, i negozi sono aperti e le vie si
riempiono di bancarelle e turisti. Inoltre è sempre possibile fare
qualche conoscenza!
Domenica
ci alziamo verso le 9.00 e ci prepariamo per la giornata. Inutile dire
che tra preparativi e colazione non si esce prima delle 12.00.
Carichiamo una sola delle due macchine, che assume in questo modo le
sembianze di un grattacielo! 5 tavole 5 boba e 7 vele più gli
accessori! Leghiamo accuratamente il tutto e poi via alla ricerca del
vento. La nostra prima sosta è a Porto Pollo ma lì il vento non vuole
proprio farsi vivo e così ingraniamo la marcia in direzione Santa
Teresa di Gallura, facendo continue soste lungo il tragitto per
verificare le condizioni. Dopo alcune ora ancora niente fino a quando
capitiamo a Capo Testa (a
ovest di Santa Teresa di Gallura) dove il vento è abbastanza teso e
promette bene! Nessun bagnante, la costa è rocciosa per qualche
centinaio di metri e decidiamo di montare
tutto nei parcheggi e di avventurarci, ciabatte ai piedi, con il nostro
windsurf montato. Inizialmente non capiamo per quale motivo siamo gli
unici in acqua a fare windsurf ma una volta a mollo il mistero si
chiarisce: non solo la costa ma tutto il fondale è roccia! E così
rientrare a riva diventa una vera impresa col rischio di venire frullati
sulle rocce o punzecchiati dai ricci che affollano il fondale! Ma questi
sono solo dettagli perché una volta presa confidenza col mare e col
vento la gioia più sfrenata si dipinge sui nostri volti e il resto non
conta più. Rimaniamo lì fino alle 20.00 circa, ricomponiamo il
grattacielo sulla macchina e rientriamo a casetta!
Stasera
visitiamo Porto Cervo. Il posto negli anni è cambiato. Ormai i
VIP si fanno vedere poco e niente e le persone che incontri sono turisti
come noi che con tutto quel lusso e quegli yacht hanno poco a che fare.
Va bene lo stesso: almeno abbiamo fatto una passeggiata, anche se non
abbiamo certo poltrito durante il pomeriggio!
Eccoci
finalmente a lunedì: ci dirigiamo nuovamente a Porto Pollo ma ancora
niente! Inoltre il posto è molto affollato di bagnanti e comunque sei
costretto a passare sulla gente per portarti l’attrezzatura in acqua.
Per i parcheggi lasciamo perdere: sono pochi e fissati dal comune e per
chi sgarra non c’è scampo dalla multa per divieto di sosta. In
compenso qui vige il massimo della comprensione reciproca tra semplici
bagnanti e sportivi. Fuggiamo così alla ricerca di una spiaggia che si
scorge in lontananza e dove notiamo un discreto movimento di windsurf.
Ci facciamo spiegare la strada: facile, proseguite lungo la statale e
poi trovate l’indicazione Porto Liscia. Facciamo un paio di inversioni
prima di trovare l’uscita per Porto Liscia … il cartello era ben
nascosto dietro un cespuglio! A questo punto ci inoltriamo in una
stradina di campagna, passiamo anche davanti a un casolare, e
finalmente, dietro l’ennesima curva, ci troviamo la spiaggia proprio
davanti agli occhi! Qui ci troviamo immediatamente
a nostro agio, per la macchina nessun problema (a parte il rischio di
impantanarsi … ma quello dipende da noi!), c’è anche un piazzale in
terra battuta dove ci montiamo l’attrezzatura. Facciamo conoscenza con
i windsurfer e scopriamo che siamo gli unici sardi … sono tutti
milanesi e romani, anche qualche toscano! Inizialmente il vento non ci
soddisfa ma entriamo comunque in acqua, siamo qui per questo no? E così
io ne approfitto per perfezionare qualche tecnica (considerando che sono
il novellino del gruppo!). Nel frattempo la spiaggia è invasa da
windsurf parcheggiati e il mare è vuoto (a parte me e pochi altri).
Proprio quando pensiamo di essere vittime della sfortuna, nel giro di
due minuti entra un grecale tesissimo. Ci siamo! In pochi secondi la
spiaggia si svuota, il mare inizia a ribollire per l’improvviso
ingresso di un centinaio di windsurf e da lì in poi è una festa, un
tripudio di colori di vele e tavole, di manovre e acrobazie. Il tutto
dura 15 minuti che sono stati veramente intensi. Si riaffaccia alla fine
un maestrale leggero che mi ricorda che io devo dedicarmi nuovamente
alle mie manovre da principiante.
A questo punto abbiamo
trovato il nostro spot e così le nostre giornate continuiamo a
trascorrerle a Porto Liscia. Le serate, invece, le passiamo a girare: a
Baia Sardinia, Porto Rotondo, a cena con amici. Anche Porto
Rotondo tutto sommato ha perso molta movida durante gli anni. Già
verso l’una di notte non c’è più tanta gente in giro e nella
mitica piazzettina dove fanno le crepes non c’è poi tanta fila.
Nei
giorni che seguono il vento si mantiene a volte debole e a volte
rafficato ma non è ancora il vento che vogliamo noi. La sorpresa arriva
finalmente venerdì (ultimo giorno … ahimè). Vento di ponente, un
ragazzo ci dice che a riva sono stati rilevati 50/55
nodi di vento (circa 100 Km/ora)! Il mare è più affollato che mai, i
campioni ci mostrano le loro prodezze e io da buon “corallo” … con
tutto il windsurf montato rimango a riva a raccogliere un po’ di
coraggio. Alla fine mi decido: monto una tavola adatta alla condizione
ma sono costretto a usare una vela troppo grande (la vela più piccola
l’ho lasciata a casa!!!!!) e così riesco a fare pochi bordi col vento
che cerca di strapparmi la vela dalle mani, fino a che, a circa 300
metri dalla riva (con una corrente che porta al largo), si sgancia il
piede d’albero. Impossibile rimontarlo in mare in quelle condizioni.
Afferro la vela con la mano sinistra, la tavola con la destra e comincio
a nuotare verso riva. Dopo 20 minuti arrivo in spiaggia e decido che con
quella vela non entro più. Così io e un amico (che aveva i miei stessi
problemi) decidiamo di affittare una vela più piccola che ci permette
almeno di fare qualche altro bordo a turno. Per concludere la giornata e
anche la vacanza, visto che domani si parte, non può mancare
l’intoppo automobilistico: riesco a impantanare la macchina che
riusciamo a liberare solo dopo un’ora grazie all’aiuto di una panda
4x4 e di una corda robusta.
Sabato
è giorno di preparativi e pulizie: raccogliamo le nostre cose,
carichiamo la macchina e di nuovo giù nella 131 fino a Cagliari. Un
po’ malinconici ma soddisfatti della bella vacanza … e
lunedì si torna al lavoro!
Ciao Alioscia.
Agosto 2003
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